LA STORIA DEL CLUB

LA FONDAZIONE

La data 1919 indica il trasferimento di Alfredo Viviani (da cui prende il nome lo stadio cittadino) per motivi di lavoro da Milano a Potenza. Alfredo Viviani è stato il fondatore della società Polisportiva denominata Sport Club Lucano nel 1919 con sezioni di atletica leggera, pallacanestro, palla a volo e Calcio, all’epoca la squadra aveva possibilità di allenarsi e disputare le gare presso il Campo Sportivo di Monte Reale che fu costruito alla fine dell’anno 1920 dal Comando del glorioso 29′ Fanteria, rientrato a Potenza dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Nel 1921 inizia l’attività calcistica a carattere episodico in ambito regionale, con la prima gara ufficiale nel gennaio. Il primo presidente è l’avvocato Leonardo Morlino che, per la sua competenza legale, formula anche il regolamento del sodalizio.

Nella stagione 1933-34 la squadra partecipa ad un torneo ufficiale e poi, dal campionato 1935-36, assume la denominazione di Potenza Sport Club, lasciata per alcuni anni per S.C. Monticchio Potenza per poi riprenderla dalla stagione 1959-60 fino al 1986, data del primo fallimento. Rifondata con il nome di Associazione Sportiva Calcio Potenza, dal 2006 ha ripreso la vecchia denominazione di Potenza Sport Club.

IL PERIODO DELLA SERIE B

Questa società ha avuto il suo massimo splendore negli anni sessanta, disputando cinque campionati consecutivi di Serie B. In questi anni la squadra è stata protagonista in stadi prestigiosi, destando l’attenzione nazionale per i brillanti risultati sportivi conseguiti grazie anche a giovani di belle speranze che non tardarono ad affermarsi in squadre di Serie A, e taluni approdarono anche nella Nazionale Maggiore.

La promozione dalla Serie C alla Serie B avvenne al termine del campionato 1962-63, con Egizio Rubino allenatore, che rimase sulla panchina lucana anche nei successivi due anni di Serie B.

Nel primo anno di cadetteria (1963-64) la squadra lucana arrivò a metà classifica, e fu un risultato abbastanza positivo per una neopromossa. Il 1964-65 fu, però, l’anno migliore di tutta la storia del Potenza, che riuscì ad ottenere un ottimo 5º posto ed arrivò ad un passo dalla Serie A grazie al valido contributo del bomber Roberto Boninsegna, futuro giocatore di Inter, Juventus e della nazionale italiana ai mondiali 1970. Celebre fu l’attacco mitraglia, capace di far tremare le difese avversarie andando ripetutamente a segno. Nel campionato successivo, la squadra proseguì il ciclo positivo con un 10º posto finale.

Nel 1966-67, con Alfredo Mancinelli allenatore, il Potenza disputò un gran campionato, riuscendo nelle prime giornate a mantenere le posizioni di testa della classifica. Evento di rilievo al Viviani fu la gara con la Sampdoria del 4 dicembre 1966 (terminata 0-0) in quanto, ferma la Serie A, fu la partita più importante del fine settimana a livello nazionale. Nel corso del campionato, vinto proprio dai blucerchiati, il Potenza mantenne posizioni di privilegio in classifica terminando al 7º posto.

Nel 1967-68 arrivò, molto brutalmente, la retrocessione. La squadra si classificò ultima dopo un campionato che l’aveva vista soffrire tantissimo, e finirono i sogni di un Potenza che fino ad oggi non è mai ritornato così in alto. Così, a partire dal 1968 e fino al 1973, il sodalizio rosso-blu rimase in Serie C con alterne fortune. Dopo una nuova retrocessione, dal 1973 al 1975 disputò campionati di Serie D.
Epico fu lo spareggio promozione fra Potenza e Juve Stabia sul campo neutro dello Stadio della Vittoria di Bari, affollato da ben 10.000 potentini (trasferta record) e vinto dai lucani per 1-0 grazie a Nando Scarpa. Quindi fu nuovamente Serie C, ma durò un solo anno. Dopodiché, si riuscì a centrare una nuova promozione dopo solo due anni di esilio nei dilettanti.

ANNI FRA DILETTANTI

Con il crollo in Serie C arrivò, dopo pochi anni, anche la retrocessione in Serie D e il primo amaro fallimento, nel 1986. La risalita nella neonata Serie C2 è immediata e per alcuni anni i rossoblu affrontarono squadre dalla nobile storia. Al termine della stagione 1991-92, il Potenza guidato da Salvatore Di Somma vince il campionato classificandosi al primo posto. Riapproda così in Serie C1, tra il tripudio di tutta la città, interamente addobbata di bandiere e striscioni rosso-blu, culminata con la gara dell’apoteosi al Viviani tra il Potenza e il Latina, che vide imporsi i padroni di casa per 1-0, in uno stadio gremito da oltre 10.000 persone.

Per far fronte ad una richiesta di biglietti esorbitante si installò un maxi schermo in piazza Prefettura e fu messa in onda la diretta televisiva della partita su una emittente locale. La permanenza in Serie C1 nella stagione 1992-93 fu molto combattuta e fu necessario disputare uno spareggio salvezza tra i rossoblu potentini e il Casarano, che erano nei bassifondi della classifica. Lo spareggio fu giocato in gara unica sul campo neutro di Foggia e vide il Potenza imporsi per 3-1 in uno stadio colmo di 6.000 festanti tifosi potentini. Ma la gioia durò ben poco, visto che nella stagione 1993-94, per inadempienze economiche, il sodalizio lucano si avviò mestamente verso il fallimento, nonostante in campionato si classificò sesta solo a causa di una peggior classifica avulsa nei confronti della Juve Stabia non disputando così i play-off per promozione in serie B per un soffio.

Così nell’estate del 1994, lo Sport Club fallisce ancora una volta. Nello stesso anno, l’Invicta Potenza, poi F.C. Potenza, vince il campionato di Eccellenza lucana e si iscrive al Campionato Nazionale Dilettanti.

Nella stagione 2002-03 si toccò il punto più basso del calcio potentino, con Potenza F.C. e A.S.C. Potenza, il cui simbolo è una stella, a lottare per la permanenza in Serie D. L’A.S.C. Potenza, da metà classifica, precipitò nei bassifondi per una penalizzazione di 15 punti per illecito sportivo. Le due società furono costrette a giocarsi la permanenza in Serie D nei play-out. Entrambe riuscirono a vincerli: l’A.S.C. riuscì a piegare piuttosto agevolmente l’Ostuni, mentre ben più difficile fu il compito per l’F.C. Potenza che riuscì a battere l’Ariano Irpino, dopo 180 minuti di vera “guerra” sia dentro che fuori il campo. Particolarmente calda la gara di ritorno, con diversi atleti espulsi e tafferugli all’uscita del Viviani.

L’anno seguente, l’A.S.C. Potenza (il cui simbolo era una stella) sfiora la promozione, arrivando seconda e, grazie alla canonica serie di fallimenti estivi, viene ripescata in Serie C2; mentre il F.C. Potenza retrocede in Eccellenza, partecipando nella stagione 2004-05 al Campionato Regionale di Seconda Categoria (terminato al 6º posto).

IL RITORNO IN SERIE C1

Nella stagione 2004-2005 la squadra si classifica al settimo posto. L’anno successivo il Potenza centra la salvezza ai play-out contro il Modica; 3-3 in Sicilia davanti ad una folta rappresentanza di tifosi Lucani ed 1-0 al Viviani. All’inizio della stagione 2006-2007 la squadra di calcio potentina si presenta ai nastri di partenza con il ritorno alla denominazione storica di Potenza Sport Club.

Al termine del campionato di Serie C2 il Potenza si è classificato al 3º posto nel girone C, conquistando il diritto a partecipare ai play-off per la promozione. La prima gara di spareggio si è disputata a Gela ed è terminata sullo zero a zero. Il ritorno a Potenza ha visto un altro pareggio per 1 ad 1 (con rete di Nolè per il Potenza). Questi due pareggi favoriscono il Potenza che, grazie al miglior piazzamento ottenuto in campionato rispetto ai siciliani, accede alla finale contro il Benevento per giocarsi negli ultimi 180 minuti la vittoria del campionato.

La prima gara, giocata a Potenza, finisce 1-0 per i lucani con un gol del bomber Pignalosa al 30º minuto del primo tempo. Il ritorno termina con il risultato di 1 a 0 per il Benevento al termine dei 90 minuti regolamentari e, quindi, per decretare la vincitrice del torneo si è dovuto fare ricorso ai tempi supplementari, dove il vantaggio dei campani viene raggiunto dal Potenza con la rete di Delgado su delizioso assist di Lolaico che sancisce di fatto la tanto sospirata promozione in Serie C1. Il Potenza Sport Club dunque conquista la Serie C1 che mancava in città da 13 anni. Nel primo anno in questo campionato arriva la salvezza, obiettivo primario della dirigenza, con l’undicesimo posto finale. Nella stagione 2008-09, tuttavia, la squadra viene penalizzata per una presunta combine nella gara della stagione precedente con la Salernitana ed è costretta a partire con tre punti di penalità in classifica. Questa stagione parte quindi sotto tono e vede i rossoblu terminare il campionato all’ultimo posto in classifica, facendoli ritornare nuovamente in Seconda Divisione.

IL RIPESCAGGIO IN PRIMA DIVISIONE

All’indomani della retrocessione, la dirigenza vuole riscattarsi ed è pronta per allestire un organico di tutto rispetto per fare un immediato ritorno nella Prima Divisione.

Con l’arrivo sulla panchina dell’allenatore Ezio Capuano, la squadra lucana sembra partire fin dall’inizio con il piede giusto per cancellare un anno di amarezze, con l’intento di ritornare nella categoria superiore. La società provvede per tempo a presentare la documentazione necessaria per usufruire di un eventuale ripescaggio, quindi si inizia ad allestire una squadra competitiva in attesa di buone notizie da Firenze (sede degli uffici della Lega Pro), infatti gli organi federali accolgono la domanda di ripescaggio in Prima Divisione (collocando il Potenza al primo posto fra le squadre aventi diritto) e si ritorna nuovamente a festeggiare una promozione, se pur di ufficio. Tale notizia cade proprio al compimento dei 90 anni della gloriosa società dello Sport Club, che viene inserita nel raggruppamento B comprendente alcune squadre dall’illustre passato che il Potenza non incontrava da decenni, ai tempi della Serie B, di sicuro un buon auspicio con cui i tifosi possono sognare di rivivere le emozioni e i fasti di un tempo. Tuttavia, però, la squadra non inizia il campionato nel migliore dei modi e alla quinta giornata di campionato viene esonerato il tecnico Ezio Capuano, dopo la sconfitta casalinga con il Real Marcianise per 0-2. Al suo posto viene ingaggiato Francesco Monaco (ex allenatore dell’Ancona di Serie B).

Dopo un mese anche Francesco Monaco viene esonerato, e viene richiamato sulla panchina rosso-blu il tecnico Eziolino Capuano. Il presidente Postiglione nel frattempo rassegna le sue dimissioni e mette la squadra in vendita, in attesa di un improbabile acquirente.

LO SCANDALO SCOMMESSE E LA RETROCESSIONE IN SECONDA DIVISIONE

Il 23 novembre 2009 sarà ricordato a lungo dagli sportivi potentini, perché sul Potenza calcio si è abbattuto un vero e proprio uragano giudiziario legato al calcio-scommesse culminato con l’arresto del presidente Giuseppe Postiglione e di altri personaggi legati alla società lucana tra cui dirigenti e collaboratori. L’accusa parla di frode sportiva volta ad alterare i risultati delle partite di calcio comprendenti sia la Lega Pro che la Serie B, dunque non solo le partite del Potenza. I pesanti indizi a carico degli imputati fanno piombare l’intera società nel caos, pertanto si va avanti con pochi mezzi economici e con l’epurazione dalla rosa dei giocatori più onerosi o con poca voglia di restare in un ambiente così “traballante”. Quindi la squadra sensibilmente ridimensionata si appresta a far fronte alle vicissitudini di una classifica sempre più preoccupante, malgrado ciò si fanno degli acquisti mirati nel mercato invernale per correre ai ripari, ma si opta per giocatori giovani ed economici, disposti a venire in una piazza che offre davvero poche certezze.

Intanto la Corte Federale con a capo Stefano Palazzi, visti i nuovi elementi emersi, convoca nuovamente i dirigenti accusati di “combine” nella gara contro la Salernitana svoltasi nelle giornate conclusive del campionato 2007-08, per la quale il Potenza aveva già subìto tre punti di penalizzazione nella stagione 2008-09, ma i legali della società riescono ad ottenere un rinvio a data da destinarsi per insufficienza di prove. Si riparte con nuova linfa concentrandosi solo sulle vicende sportive che risultano essere sempre molto intricate, a causa di una classifica estremamente deficitaria.

Il 19 marzo 2010 però si riunisce la Corte di Giustizia Federale della FIGC la quale, riprendendo gli atti del vecchio dibattimento ed accogliendo il ricorso per ricusazione della Procura Federale, stabilisce l’esclusione immediata del Potenza dal campionato di Lega Pro Prima Divisione 2009-2010 e l’inibizione per 5 anni del presidente Giuseppe Postiglione[2]. In seguito, il 1º aprile 2010, il Tribunale nazionale arbitrato per lo sport stabilisce che la squadra lucana debba giocare ugualmente le rimanenti partite di campionato, ma che al termine del campionato venga in ogni caso declassata all’ultimo posto e retrocessa in Seconda Divisione[3]. Sul campo il Potenza evita l’ultimo posto ed ottiene una permanenza morale, fortemente voluta da tutto l’ambiente per sconfessare il discredito generale dovuto alle note vicende sportive.

Ma per la stagione a venire vi sono fin dall’inizio molte incognite, infatti non ci sono più fondi e vi è il concreto rischio che il sodalizio lucano non possa iscriversi al campionato di appartenenza, difatti la situazione debitoria ha scoraggiato tutti i vari imprenditori interpellati. Nel frattempo i tifosi si danno un gran da fare e viene fondata l’associazione “Il Mio Potenza” che ricalca il modello di un azionariato popolare, e si pone il fine di vigilare sui conti societari e cercare di dare una mano concreta ad un’eventuale nuova realtà cittadina che non sperperi il professionismo ancora una volta. Molte sono le adesioni ma c’è bisogno di ingenti capitali per far fronte ad una nuova stagione, che sembra avviata in una categoria inferiore.

Nel frattempo viene nominato amministratore unico Rocco Galasso, a cui è affidato il gravoso compito di non far morire il calcio in città, tentando di reperire le necessarie risorse economiche e cercare di far avvicinare qualche imprenditore, ma con il passare inesorabile del tempo la situazione appare ormai disperata e ci si prepara al peggio, provando quanto meno ad ottenere la partecipazione alla Serie D.

RIPARTENZA DALL’ECCELLENZA

Nell’estate del 2010, dopo la prima istanza di non iscrizione emessa dalla Co.Vi.Soc, il ricorso inoltrato dalla società rossoblu contro l’esclusione dalla categoria di appartenenza viene dichiarato inammissibile dall’Alta Corte Federale, e di conseguenza il Potenza S.C. viene escluso dai campionati della Lega Pro.[4] Non essendoci nemmeno la possibilità dell’iscrizione in Serie D, il sodalizio viene ammesso in sovrannumero al campionato regionale di Eccellenza, classificandosi al termine del torneo al nono posto.[5]

Nella stagione 2011-2012, dopo aver rinunciato a disputare la gara prevista alla prima giornata dell’Eccellenza Lucana, si ritira dal campionato e pertanto la società viene cancellata dai ruoli federali.[6]
In questa stagione un’altra società cittadina, fondata nel 2000 con il nome di Lucania Team e conosciuta dal 2009 come A.S.D. Atletico Potenza, vince il campionato di Eccellenza e viene promossa in Serie D.[7] In estate cambia ufficialmente denominazione in Città di Potenza S.S.a r.l. Dilettantistica e diviene la prima squadra cittadina.[8] Il rinnovato sodalizio chiude il campionato di Serie D 2012-2013 al 18º posto in classifica, retrocedendo, e non presentando la domanda d’iscrizione al successivo torneo.[9]

Nella stagione 2013-2014 una nuova squadra cittadina, l’F.C.D. Rossoblu Potenza, nata dalla fusione tra Atella Monticchio di Eccellenza e Controsenso Potenza di Promozione[10], vince il campionato di Eccellenza e viene promossa in Serie D. Durante l’estate la società cambia denominazione in Potenza Football Club.[11][12]

RITORNO IN SERIE D

Nella stagione del ritorno il Serie D Il Potenza disputa un campionato di vertice, nonostante il cambio ai vertici societari, con Maurizio Notaristefani che subentra al dimissionario Antonello Grignetti.[13][14] Il terzo posto finale qualifica i lucani alla disputa dei play-off, dai quali verranno eliminati dal Taranto al secondo turno.[15]

Il 12 giugno 2015, la società cambia denominazione in S.S.D. a r.l. Potenza Calcio. Il 2 luglio successivo, Maurizio Notaristefani annuncia le sue dimissioni mette in vendita la società, iscrivendo comunque la squadra al successivo torneo.[16][17] La società, temporaneamente lasciata nelle mani della famiglia Barbaro passa nelle mani di un gruppo campano capeggiato dal duo Vertolomo-Vangone, nuovi co-presidenti.[18] Anche l’assetto tecnico viene rivoluzionato, con il ritorno di Massimo Agovino sulla panchina della squadra lucana.[19] Le vicissitudini societarie spingono in secondo piano il ritorno del Potenza nella Coppa Italia nazionale, esordio ufficiale della stagione 2015-2016, il quale, schierando la formazione Juniores, perde 15-0 col Cittadella, lo scarto di reti più grande nella storia del trofeo.[20] Il campionato, segnato da più cambi alla guida tecnica, verrà chiuso al decimo posto.[21]

Per la stagione 2016-17, viene inizialmente scelto come nuovo allenatore del Potenza un debuttante Raffaele Esposito, alla prima esperienza da allenatore, salvo poi essere esonerato una settimana prima dell’inizio del campionato per diverbi con la società e dopo la sconfitta in amichevole per 4-0 con ľEbolitana, squadra di Eccellenza, e rimpiazzato dal più esperto Egidio Pirozzi. Il campionato inizia bene con più alti che bassi, ma la squadra di Pirozzi si allontana dopo un po’ dalla vetta e lo stesso allenatore viene esonerato dopo l’undicesima giornata di campionato. Dopo un breve interregno dell’allenatore in seconda Catalano, viene assunto l’allenatore di categoria Oberdan Biagioni.[22] Nonostante ciò, la situazione della squadra non migliora. Il Potenza sprofonda in una evidente crisi di risultati.
Gli interventi sul mercato insufficienti, una comunicazione completamente sbagliata ed una gestione economica inesistente sono le basi per una contestazione feroce della tifoseria nei riguardi del duo campano al comando della società Vangone-Vertolomo, che, dopo aver incaricato Nicola Dionisio della gestione ordinaria e di trovare nuovi investitori, a febbraio cedono la società ad un gruppo imprenditoriale irpino-lucano, con maggioranza all’imprenditore Salvatore Napolitano con presidente Michele Saponara. Rinvigoriti squadra e tifoseria dal passaggio di società, i rossoblù si assicurano la salvezza chiudendo il campionato all’ottavo posto. A campionato finito la compagine lucana viene rilevata da Giovanni Ferrara e Maurizio Fontana, coadiuvati da altri imprenditori del capoluogo, salvo 2 mesi più tardi passare il testimone a Salvatore Caiata, da Luglio azionista e presidente della società. La nuova compagine societaria risulta cosi composta: azionista di maggioranza Salvatore Caiata, soci di minoranza Maurizio Fontana e Antonio Iovino. La nuova proprietà mostra da subito la sua ambizione ingaggiando come allenatore Nicola Ragno, fresco vincitore del girone H della serie D 2016/2017.